GAMBERI

Dopo la prima luna piena di agosto era consuetudine organizzare la “ notte dei gamberi” : il gruppo per questa spedizione era composto da quattro abili e coraggiosi pescatori ( io  e il Gianni i capi) , due portatori di secchi , in genere occhialuti , e ragazze al seguito con panini , bibite e grappino. Si tiravano le dieci di sera e poi in pantaloncini corti , scarpe da ginnastica e canottiera si risalivano una alla volta la Valle di Valsambusso e del Buione , armati di lampade ad acetilene e normali pile . Illuminando pozzo dopo pozzo si prendevano con le mani i gamberi di maggiori dimensioni ( che pinzate) ed alle volte qualche bella trota ( anche di mezzo chilo) che venivano  infilati nei secchi pieni di acqua dei portatori. Raggiunto il numero previsto di questi simpatici crostacei , ci si fermava , si banchettava e poi via giù per stradine e prati anche al buio , finite le batterie e l’acetilene, verso il fortino dei Pelle sito in via Valle . Nel cucinino si scaldava fino ad ebollizione una grossa pentola piena di acqua  e poi dentro i poveri gamberi che in breve assumevano il classico colore rosso : le ragazze per una ventina di minuti con il mestolo toglievano la schiumaglia che via via si formava. La sera successiva ci si ritrovava in casa ora di questo ora di quello e si gustavano i gamberi serviti o in sugo di pomodoro o le code al pinzimonio o sopra un piatto di riso o di spaghetti , il tutto giustamente innaffiato. Un piatto invero prelibato che purtroppo da troppo tempo non mi è stato possibile riassaporare.

 

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