Gli animali ci insegnano

È una giornata di fine ottobre , ho deciso di mettere in volo il mio falcone questa mattina , poi andrò a caccia. Il tempo è buono, ho tutta la giornata.

Faccio presto con Lorenz, così si chiama il mio ibrido Pellegrino-Girifalco; gli faccio una starna dal lancia volatili e poi a caccia con i cani. Ho due setter : due femmine Jonnie e Cheyenne e un maschio Ignasu ; fratello, sorella e cugina.

Finito con Lorenz faccio passare la risaia, dove pochi giorni fa alcuni beccaccini mi sono partiti: tutti fuori tiro. Dopo tanta pioggia ieri ha smesso, sembra che si metta al bello , speriamo che duri.

Penso di uscire senza il cane, perchè non uso all'incontro con il beccaccino, me li butterebbe via.

È così irruento! Ma è giovane. Lo aspetterò!

Poi se non trovo beccaccini, nel pomerigggio vado a far passare quella parte di campagna che costeggia l'Olona, un chilometro prima che si getti nel Po, dove una volta c'era il vecchio ponte di barche.

Voglio ritornare a cercare un paio di fagiani che m'hanno fatto fesso.

Devo preendermi la rivincita e non deludere la mia giovane Cheyenne. Forse porterò anche Ignasu, suo fratello,regalo di un caro amico grande cacciatore.

Disposta la scatola di lancio, armata di starna, la nascondo nel solco della risaia.

Prendo il falco che mostra subito di gradire la brezza favorevole. Lo scappuccio e lo lancio contro vento. Parte come al solito, deciso, energico, con battute rapide, sicure, non nervose.

Lo perdo contro il sole mentre si allarga per salire. Dopo aver spaziato per alcuni minuti fuori dalla mia vista, lo vedo ritornare in quota di caccia , 80,90,100 metri, a perpendicolo, sopra la mia testa , quasi mi dicesse " Ehi! Sono pronto, tocca a te alzarmi la preda".

Allo scatto della scatola di lancio la starna, gettata in alto e illusa di un'improvvisa libertà, passa dalla gioia alla morte in meno di un secondo. La picchiata di Lorenz è fulminea. Un'incudine lasciata cadere da un grattacielo, da come la sua figura saetta e sibila. L'impatto è inesorabile. Comincia a spennare . Gli lascio godere la sua preda.

Mi piace sempre vederlo volare: questa sua fierezza!

Ripongo il mio amico sul trespolo, è soddisfatto; mi metto in tasca le cartucce e ritorno sulla risaia.

Chissà che non siano ritornati quei beccaccini, rimugino.

M'incammino, cerco di fare meno rumore possibile, perchè prendo il campo sopra vento: so che la "sgneppa" parte sempre contro vento, prenderebbe in tal modo distanza.

Pochi passi e un beccaccino si alza a non più di cinque metri. Mi viene incontro, mi vede, gira subito a sinistra , ce l'ho così vicino che devo lasciarlo andare! Appena fuori dal secondo zig-zag, sparo: è a terra.

Felice e perplesso dall'insolito atteggiamento dell'uccello, lo raccolgo; un ultimo sguardo, come un'intesa, perchè tra il cacciatore e la sua preda c'è un misto di gioia e dolore.

Alla fine dell'azione, la più bella, la più cruenta, la più sofferta condotta da te e dal tuo cane, come vorresti avere il potere di ridare la vita a quella creatura che ti ha fatto sudare e godere.

Ripenso al beccaccino, lo infilo nella cacciatora; ricarico, riprendo la caccia concentrato ed assorto.

Mi giro di scatto. Lo schiocco del bacio del beccaccino alle mie spalle; mi sorprende ancora la sua vicinanza! Miro con calma, ma sempre con quel pizzico di emozione, anche dopo tanti anni. Cade al secondo colpo. Sembra che oggi sia la mia giornata di fortuna , dopo giorni da somaro! Per soma il mio sovrapposto! Sessantacinquemilalire , il mio primo fucile , l'unico S.55.

In un'ora quella mattina incarniero cinque beccaccini , tre li padello malamente. Tutti sono saltati tra i quindici e venti metri , anche meno. Mentre torno sui miei passi continuo a pensare a questa situazione. Il vento? L'umidità, il terreno, la pastura?

Non riesco a capire un simile comportamento da animali così circospetti, attenti, sensibili al minimo rumore!

Sono ormai arrivato all'auto , vedo Lorenz che si gode la digestione su una zampa , come suo costume.

"Ma certo!" Penso."Il falco!". Se ne sono stati annidati per paura del falco!

Gli uccelli sanno che solo restando immobili sul terreno, mimetizzati, possono salvarsi dalla furia di un falco a caccia. Il terrore li agghiaccia , li paralizza , a tal punto da permettere anche all'uomo una maggiore vicinanza!

Oggi , dopo tanti anni, ho imparato ancora qualcosa ed è stato il mio fedele amico a farmelo capire.

Mai vivrò lontano dalla natura.

Ottobre con i suoi colori e la sua magia lascia il posto a Novembre beccacciaio.

Nel pomeriggio esco con i cani.......

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