BURATTINI

Il ricordo di Vincenzo Pacchiana , ol Pacì , ol padrù della Val Brembana , e del suo famoso salto dai ponti di Sedrina , mi riporta alla baracca del Bigio , dove d’estate ogni giovedì sulla piazzetta dell’Hotel Roma a S.Pellegrino T., luogo  cult, si facevano ballare i burattini , teste di legno tuttora in esposizione al Bar Bigio, tremendamente pesanti ed animate con tre dita infilate una nella testa e due nelle braccia. Con l’amico Michelino detto Pugacioff, facevamo da aiutanti al vecchio Bigio che ci concedeva di intervenire con la voce solo per imitare le intercalazioni dei briganti amici del Pacì. Purtroppo spesso il Bigio indulgeva con il suo Gioppino in soliloqui prolissi e  battute sui presenti alla rappresentazione e noi sotto il peso di quelle teste ciondolavamo e ci appoggiavamo con le braccia  sulle spalle l'uno dell’altro o al sostegno laterale della baracca. Tenere le braccia in alto e sotto quel peso diventava una tortura e il Michele inevitabilmente usciva di scena con i suoi due tremolanti  burattini, ricevendo gli improperi del Bigio che,  microfono alla bocca, risonavano in tutta la piazza tra l’ilarità dei presenti. Negli intervalli ci si poteva ristorare e far riposare le stanche braccia mentre, anticipando i tempi, senza pubblicità occulta, il Bigio così predicava : “ Mamma perché piange il vostro Bambino? ….. perché non gli date il biscotto S,Pellegrino!!”. Ed era vero ! Perché il  pane dell’Ardemagni (mio papà) , la carne dell’Orlandini (mio nonno) e il biscotto del Bigio erano apprezzati e rinomati in tutta la Valle non solo dagli indigeni, ma anche dai  villeggianti stranieri allora assai numerosi.

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